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La storia

LA PAZZA IDEA DI RISALTI


All'inizio degli anni settanta, l'Italia del tennis stava per dare il benvenuto ai "quattro moschettieri", ad Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli. Quattro uomini d'oro che, di li a poco, avrebbero riscritto la storia di questo sport a suon di vittorie. E così, mentre dalla parti di viale Corsica, lo storico Tennis Club Latina non rusciva a trovare uno spazio ulteriore all'interno del parco comunale, ad Enrico Risaliti e alla sua famiglia, venne l'idea, che ai più sembrava in quel momento pazzesca, di dare vita a quella che sarebbe poi diventata (e lo è tutt'ora) magicamente un'oasi di sport e di relax nel verde e a ridosso del mare. Dal 1973 al 1975 il passo fu breve, brevissimo.

La mente diabolica di Enrico Risaliti diete vita a quello che poi per anni sarebbe diventato il Centro più importante, insieme alla vicina Formia, del tennis italiano.

IL PRIMO GIORNO


Il 1975 è l'anno della nascita del Tennis Club Nascosa, di un circolo che avrebbe cambiato la vita tennistica della città di Latina e di tutta la provincia. Inaugurazione in un campo centrale, stile stadio dei marmi, che di lì a poco e per tanti, tantissimi anni, avrebbe dato i natali tennistici e tanti campioni e campionesse della racchetta. Quel giorno, tra i tanti ragazzi che posarono per la prima foto storica del circolo, anche Francesca Cervellera, diventata poi attrice di primissimo piano con il cognome Dellera. Alla presenza delle massime autorità federali, con in testa il presidente Giorgio Neri, il vice, Giuliano Gambacurta e giocatori di primissimo piano come Pancho Di Matteo e Vincenzo Franchitti, l'anno prima artefice della vittoria a Bologna a spese di un giovanissimo Bjorn Borg.

A fare gli onori di casa, quel giorno, il presidente Enrico Risaliti, pronto con le lacrime agli occhi e davanti a tantissima gente con il tricolore in mano, a "battezzare" la propria creatura insieme all'allora direttore della scuola tennis, il compianto maestro di tutti, Willy Lutterotti.

CENTRO TECNICO
PRIMA GLI UOMINI POI LE DONNE


Da quel giorno in poi fu un susseguirsi di avvenimenti. Perché nello stesso anno, il Tennis Club Nascosa ospitò il Centro Tecnico maschile con il grande Mario Belardinelli e la sua nidiata di giovani talenti: tra loro, Luca Bottazzi, Omar Urbinati e Claudio Panatta. I "maschietti" restarono un anno a Latina. Poi, grazie alla valente opera di un dirigente federale come pochi, il compianto Francesco Costantino e alla verve di Enrico Risaliti, molto amico del presidente appena insidiato, l'avvocato Paolo Galgani, ecco arrivare nel capoluogo e al Nascosa, le ragazze, guidate da quel Massimo Di Domenico di cui oggi, purtroppo, qualcuno si è dimenticato, ma che è stato il primo, unitamente a Costantino e a Risaliti, a credere nelle donne. I risultati odierni di Schiavone e Pennetta sono inevitabilmente figli di quella scelta, all'epoca forse un tantino azzardata, ma che poi si rivelò vincente. Dal 1976 al 1993. Diciassette anni di vittorie, successi, in alcuni casi trionfi. Perché da Latina, dal Centro Tecnico del Nascosa, sono passate davvero tutte. Da Raffella Reggi e Sandra Cecchini, sino a Mara Santangelo ed Emily Stellato, che peraltro a Latina e al Nascosa giocavano in casa. Passando, ovviamente, per tante altre grandi giocatrici come Laura Garrone, Laura Golarsa, la stessa Francesca Schiavone, Silvia Farina, Rita Grande e tante altre ancora. Insieme a Di Domenico, tanti personaggi del nostro tennis. Prima Gaetano Di Maso, poi Maurizio Aracri, infine Maurizio Concato.

Per non parlare del grande Abdom Pamich, preparatore atletico sul finire degli anni ottanta. Da Massimo Di Domenico, poi, il passaggio di consegne a Vittorio Magnelli, che stette un anno a Latina, prima del "naufragio" del Centro Tecnico alle Tre Fontane di Roma. In questi anni, come dicevamo, tante vittorie. Come quella nella Continental Cup di Sandra Cecchini, Raffaella Reggi e Nicoletta Virgintino e le successive nelle varie competizioni europee. La stessa Sandra Cecchini, quando battè Chris Evert in Fed Cup a Praga, si allenava con Di Domenico a Latina. Per non parlare del titolo mondiale junior che Laura Garrone conquistò grazie alla preparazione svolta proprio al Nascosa. Insomma, la storia del tennis in "gonnella" iniziò al Nascosa ed oggi, a distanza di anni, il circolo è pronto a ricordare i fasti di un tempo.

YANNIK E I SUOI FRATELLI


Centro Tecnico, prima maschile e poi femminile, ma anche tante, tantissime manifestazioni a livello internazionale. Nel marzo del 1976 la prima, a nemmeno un anno dalla nascita del circolo, il Nascosa organizzò il primo Meeting Internazionale di Primavera a livello Under 18 maschile. Oltre all'Italia, che per l'occasione fece esordire Claudio Panatta, anche Svezia, Spagna (in campo Gabriel Urpi, attuale coach di Flavia Pennetta) e Francia, con l'allora giovanissimo Yannick Noah.

A distanza di pochi mesi, nel luglio dello stesso anno, il circolo caro ad Enrico Risalitì ospitò la fase italiana della Coppa de Galea (Coppa Davis per giocatori Under 21). Vi presero parte le rappresentative nazionali di Austria, Australia (il capitano era McNamara) e Italia, che alla fine s'impose grazie alle performance di Ocleppo, Marchetti, Merlone e Vattuone. Da quel momento in poi, il Tennis Club Nascosa organizzò ogni anno, eccezion fatta per il 1980 e sino ai primi anni novanta, manifestazione Internazionali e Nazionali di spessore assoluto a livello giovanile.


Si arrivò, per esempio, sino alla quarta edizione del Meeting Internazionale di Primavera (1979), per poi dare spazio al Circuito Internazionale femminile sempre di Primavera (marzo 1981) che vide il successo della cecoslovacca Pichova in finale sull'azzurra Patrizia Murgo.

Con l'altra azzurra, Sabina Simmond a trionfare in doppio in coppia con la rumena Mihai. Per non parlare delle varie fasi italiane delle coppe giovanili: Helvetia (dal 1981 al 1985) e Winter Cup (primi anni novanta) e dei vari circuiti nazionali giovanili: Top-Spin, Agruvit e Match Ball, con in campo giocatori, vedi Cristiano Caratti (quarti di finale agli Australian Open 1991 e, nello stesso anno, finalista al Muratti Time di Milano) nel 1984 e Linda Ferrando (1982), che poi avrebbero scritto pagine importanti del nostro tennis.

L'AVVENTO DI BARAZZUTTI


Enrico Risaliti, però, è sempre stato uomo dalle mille risorse. Amante del tennis, prima che dei grandi personaggi. Ed è anche e soprattutto per questo che nel 1987 il massimo dirigente del Tennis Club Nascosa accoglie nel proprio circolo il grande Corrado Barazzutti, uno dei quattro moschiettieri. Il tutto nonostante Corrado non fosse ben visto dall'allora Federazione presieduta dall'avvocato Galgani, amico dello stesso Risaliti. Insomma, in un colpo solo, Centro Tecnico femminile e Corrado Barazzutti: poppa e prua.

Per il bene, ovviamente, soltanto del tennis. La carriera di tecnico di quello che oggi è il capitano non giocatore di Coppa Davis e Fed Cup, tre volte campione del mondo, iniziò proprio al Tennis Club Nascosa. Nella stagione '88-'89, poi, lo stesso ex davisman assunse anche la carica di Direttore della Scuola Tennis del Nascosa, oltre a portare avanti la propria Accademia con giocatori molto interessanti: Galoppini (oggi coach di Lorenzi), Bonati, Balducci, Muzzarelli, Pietralunga, Guidolin, Rianno (oggi coach di Storace) e i pontini Zerbato (oggi maestro al Nascosa), Antonio Macioce, Paolo Panini e Fabio Lilla.

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